‘I mariti vogliono la resa delle mogli’. La reazione maschilista alle istanze riformiste delle donne di Gaza

di Sabbah Fathi 

Gaza – Paltoday. “Gli uomini indicono per domani una manifestazione dal titolo: 'L'uomo intende cambiare la donna'”. 

Questa è stata la reazione dei fautori di uno scherzo alle istanze riformatrici delle donne nella Striscia di Gaza. 

Nei giorni scorsi, le donne palestinesi, da tempo in lotta per chiedere le riforme nello statuto matrimoniale, sono state messe in allarme da sms veicolati sul territorio assediato da Israele. 

Esse contestano questioni come la poligamia, la libertà dell'uomo ben oltre le aspettative familiari e altri aspetti che regolano la vita coniugale. 

Da sempre riluttanti ad accogliere un dibattito di questa natura, allora, in occasione della Giornata internazionale della donna, un gruppo di uomini ha diffuso per telefono questo messaggio: “I mariti vogliono la resa della moglie per tutto il periodo della durata del suo diritto tra le mura domestiche”.  

Si tratta appunto di uno scherzo diffusosi nella Striscia di Gaza l'8 marzo scorso. A riportare la notizia è l'agenzia di stampa Paltoday dove, pur presentando l'episodio nella sua dimensione ironica e folcloristica, si specifica anche come l'atteggiamento dietro l'intenzione degli uomini che hanno promosso l'iniziativa rifletta i pregiudizi d'inferiorità di genere che sono un retaggio di tradizioni religiose e popolare sorpassate. 

Dal Centro per l'informazione del gruppo di femministe, un membro ha commentato: “Di certo si è trattato di un'idea maschilista partita appunto da qualche uomo. Esse rivela che la visione della donna come “essere sfortunato” sia radicato nel contesto familiare e nei rapporti di coppia locali. Espone il concetto d'inferiorità delle donne che pervade la nostra società e si traduce in una mancanza di rispetto del loro ruolo familiare e sociale e delle loro potenzialità. Tuttavia non abbiamo biasimi personali, perché siamo consapevoli che è un prodotto naturale di tradizioni e costumi della nostra cultura”. 

Hidaiyah Sham'oun, femminista e ricercatrice del Centro, ha affermato: “Quando accadono questi episodi, restiamo sempre in allerta, perché non intendiamo accettare un deprezzamento – tanto meno una derisione – del nostro ruolo nelle rivoluzioni e, in generale, dell'apporto che ha caratterizzato l'intervento delle donne. Esse hanno provato a risollevare la questione delle riforme, quindi parliamo di diritti, ed è preoccupante quando qualcuno recepisce il messaggio in forma ironica, perché questa non è affatto una questione divertente. E' stata una scelta provocatoria”. 

Concludendo, la ricercatrice ha auspicato che non si abbassi il controllo su tali fatti e ha ricordato che “in occasione della Giornata internazionale delle donne, il messaggio dominante tra le donne palestinesi era stato: 'La donna è sorella, figlia e partner dell'uomo nella conquista della libertà e nella costruzione della democrazia'”.

(Foto: Paltoday).

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