In ricordo del massacro di Deir Yassin

 

Infopal. Ieri ricorreva il 61° anniversario del massacro di Deir Yassin (Dayr Yāsīn), perpetrato dalle milizie terroriste sioniste il 9 aprile del 1948 (sei settimane prima della proclamazione dello Stato di Israele). In questa occasione, la Lega Araba ha diramato una dichiarazione in cui ha accusato Israele di tentare di nascondere i propri crimini nella Striscia di Gaza formando “commissioni investigative di facciata”.

Nella dichiarazione si aggiunge che Israele è stata recidiva nelle proprie incursioni e nelle esecuzioni extra-giudiziali, oltre ad aver imposto l'assedio, eretto barricate, esteso nuove colonie e costruito il Muro dell'Apartheid, il tutto nel quadro di una politica di punizione collettiva contro il popolo palestinese.

La Lega ha affermato che la dolorosa memoria del massacro di Deir Yassin mostra come i successivi leader israeliani, fin dal XX secolo, non abbiano mai rinunciato a queste politiche discriminatorie, l’ultima delle quali si è tradotta nella guerra selvaggia di Gaza, che ha dato come risultato 1500 cittadini morti e altri 5000 feriti.

Altrettanto deplorevole, secondo la dichiarazione, è il silenzio del mondo nei confronti di questi crimini e la mancata persecuzione dei loro autori, che hanno violato la legge internazionale: un silenzio, questo, che minaccia gli sforzi di pace in Medio Oriente e incoraggia Israele a proseguire sulla propria strada.

Da parte sua, anche il deputato di Hamas Mona Mansur ha espresso grande dispiacere per la mancanza di voci di condanna da parte della comunità internazionale, quando si è trovata faccia a faccia con gli assalti israeliani ai palestinesi e ai luoghi di culto.

Secondo la Mansur, sono in particolare i musulmani che non dovrebbero restare inattivi mentre la moschea di al-Aqsa viene dissacrata dalle mani di fanatici sionisti, che hanno dichiarato esplicitamente di volerla invadere per celebrare rituali talmudici dedicati alla costruzione di una sinagoga sulle rovine della moschea.

 

 

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