La guerra d’Israele contro i bambini: ragazzina di 13 anni sotto sequestro per cinque ore.

Hebron. La polizia israeliana ha liberato ieri notte una ragazzina di 13 anni, portata via dalla sua famiglia e trattenuta per cinque ore in un centro di detenzione. Qui le è stato chiesto di firmare la promessa di “non minacciare la sicurezza israeliana”, secondo le parole di suo padre.

La ragazzina, Suhad al-Ewaiwi, sarebbe stata accusata di aver lanciato pietre ai soldati israeliani, e per questo sarebbe stata portata prima alla stazione di polizia della moschea Ibrahimi, e quindi al centro di Kiyrat Arba a Hebron.

Il padre di Suhad ha contattato l'Associazione per i detenuti palestinesi subito dopo il sequestro della figlia. L'avvocato dell'associazione Muhammad Shahin afferma di aver subito telefonato alla polizia israeliana, che gli avrebbe spiegato i motivi dell'arresto. <!-

A rilascio avvenuto, la ragazzina ha raccontato ai genitori di essere svenuta al centro di Hebron, dopo che i militari hanno passato più di un'ora a chiederle se avesse o no lanciato pietre alle truppe israeliane. È stata infine costretta a firmare un foglio in cui prometteva di non lanciarne altre.

Il direttore dell'Associazione per i detenuti Amjad Najjar ha condannato il gesto dell'esercito, evidenziando come esso dimostri la bassezza dell'occupazione israeliana in Palestina.

(Fonti: Maan, Imemc, Quds Press)

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