Manifestazione nonviolenta contro il Muro a an-Nabi Saleh repressa dai soldati israeliani

 

Ramallah – InfoPal. Tre civili feriti e diversi altri intossicati dai lacrimogeni: questo è il bilancio dell'aggressione israeliana alla manifestazione settimanale non-violenta contro il Muro dell'Apartheid, organizzata nella cittadina di An-Nabi Saleh, nel nord di Ramallah, in Cisgiordania.

Da giovedì, l'esercito israeliano aveva dichiarato la zona “area militare chiusa”, ma i residenti e un gruppo di attivisti israeliani e internazionali ieri hanno marciato ugualmente verso le terre confiscate dal Muro. Non appena essi hanno raggiunto le terre confiscate, le truppe di occupazione hanno iniziato a lanciare lacrimogeni, bombe acustiche e a sparare.

Gli organizzatori del corteo, che questa settimana commemorava il 93° anniversario della Dichiarazione Balfour, hanno spiegato che i soldati israeliani li hanno attaccati, colpendo anche i reporter giunti sul posto per coprire l'evento. Tra le persone aggredite ci sono i giornalisti Bilal At-Tamimi e Alison Ramer e un operatore di B'Tselem, il centro israeliano per i diritti umani. Altri giornalisti sono stati costretti ad andarsene.

Dopo la manifestazione, molti cittadini sono stati soccorsi per aver inalato i gas dei lacrimogeni e altri agenti chimici.
Un ragazzo di 16 anni, Imad Nidal, è stato colpito al braccio da un candelotto, e Maha Hussen, 21 anni, è stata ricoverata in ospedale, intossicata dai lacrimogeni lanciati dentro la sua abitazione.

Gli attacchi notturni delle forze israeliane contro il villaggio di An-Nabi Saleh sono sempre più frequenti, negli ultimi mesi, e i cittadini che partecipano alle proteste settimanali sono in continuo rischio di arresto.

(Fonti: Maan/Imemc)

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