Qaraqi’: ‘La detenzione amministrativa è il nemico occulto che i prigionieri si trovano ad affrontare’

Il ministro palestinese per gli Affari dei prigionieri e degli ex prigionieri, ‘Isa Qaraqi‘, e una delegazione dello stesso ministero, hanno incontrato Khaled al-Ka‘bi, del campo profughi di Balata, che ha trascorso 60 mesi in ‘detenzione amministrativa’, e Majida Fidda, di Nablus, che di mesi, nelle medesime condizioni, ne ha passati 18.

Qaraqi‘ ha ascoltato le storie di 260 ‘detenuti amministrativi’ che si trovano nelle prigioni israeliane, oltre a quelle di due prigioniere, i quali, tutti, devono sopportare una guerra psicologica a causa del continuo prolungamento della loro detenzione senza sapere l’accusa per la quale sono detenuti

Al-Ka‘bi ha detto di essere stato arrestato senza conoscere il suo capo d’imputazione, né in seguito è mai stato processato. Inoltre, il prolungamento della sua ‘detenzione amministrativa’ per un lungo periodo è stato deciso dall’intelligence israeliana, così per 60 mesi egli è rimasto in cella senza sapere quando sarebbe stato liberato. Ciò rappresenta senz’altro una guerra psicologica, una guerra di nervi crudele che richiede una campagna giuridica internazionale per costringere Israele a porre fine a questa pratica e a cancellare la legge che permette la ‘detenzione amministrativa’ desunta dalla Legge d’emergenza britannica del 1945.

L’ex prigioniera Majida Fidda, che ha trascorso 18 mesi in ‘detenzione amministrativa’, ha raccontato delle pene sue e di tutte le prigioniere palestinesi, spiegando che esiste una politica studiata per fare pressioni sulle prigioniere: divieti d’introdurre in carcere vestiti, libri, effetti personali; persino problemi a recarsi in clinica, poiché a curarle avevano messo un dottore e non una dottoressa. 

Majida ha lanciato un appello affinché ci si interessi maggiormente alle condizioni delle prigioniere, a livello mediatico, legale ed economico. Nelle carceri israeliane, infatti, si trovano 36 prigioniere, di cui due in ‘detenzione amministrativa’:

   Raja’ Qasim Musa al-Ghawl (del campo profughi di Jenin), di 39 anni, sposata senza figli, arrestata il 31/3/2009 e condannata a 6 mesi di ‘detenzione amministrativa’. Ma il 25/7/2009, quando mancavano due mesi alla fine, è stata condannata per la seconda volta ad altri tre mesi ‘amministrativi’, che sono terminati il 30/9/2009. Eppure , anche quella volta, non è stata liberata, perché le sono stati dati altri 6 mesi ‘amministrativi’. Vi è da notare che questa prigioniera è malata di cuore. Attualmente si trova nel carcere di Sharon. 

2)   Hana’ Yahya Saber ash-Shibli (di Jenin), di 27 anni, nubile, arrestata il 14/3/2009. È la prima volta che viene arrestata: si è presa sei mesi di ‘detenzione amministrativa’ con l’accusa di appartenere al Jihad Islamico.

 

Qaraqi‘ ha spiegato che dal 2009 sono stati arrestati in questo modo circa 19.000 palestinesi. Si tratta effettivamente di un ‘nemico occulto’ per i prigionieri, poiché essi non sanno mai quando verranno liberati, né conoscono l’accusa per la quale si trovano in galera.

Egli ha affermato che il ricorso a questo tipo di detenzione, applicata in base a ordinanze militari, in assenza cioè di tribunali ordinari, è una pratica costante sin dall’inizio dell’occupazione della Cisgiordania, nel 1967.

Qaraqi‘ considera perciò la ‘detenzione amministrativa’ alla stregua di una punizione collettiva, poiché in essa sono assenti tutte le normali garanzie giuridiche stabilite dal diritto internazionale e dalla Convenzione di Ginevra.

Qaraqi‘ mette inoltre in guardia dal pericolo insito nella  ‘Legge sui combattenti illegali’ inclusa nell’ordinamento israeliano, la quale consente arresti senza processo come quelli, ancora in base alla ‘detenzione amministrativa’, di 54 prigionieri palestinesi della Striscia di Gaza arrestati durante l’ultima aggressione.

Ministero per gli Affari dei detenuti e degli ex detenuti

Direttore dell’Ufficio Stampa

Osama al-Ghawl

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.