Rapporto settimanale del Pchr sulle violazioni israeliane

Pchr – Palestinian Centre for Human Rights 

Le violazioni israeliane della legge internazionale e del diritto umnaitario nei Territori palestinesi occupati. 

Settimana di riferimento 3 – 9 febbraio 2011 

Proseguono gli attacchi sistematici delle forze d'occupazione israeliane contro civili e proprietà palestinesi nei Territori palestinesi occupati. 

– Attacchi aerei contro la Striscia di Gaza: è stato bombardato il deposito di medicinali del ministro della Salute e 11 civili palestinesi – tra cui 4 bambini – sono stati feriti in maniera lieve;

– Lavoratori, agricoltori e pescatori palestinesi in mare e sulle zone di confine continuano ad essere bersaglio degli attacchi dei soldati israeliani. Quattro lavoratori palestinesi sono rimasti feriti in circostanze di questa natura. Tra i feriti anche un bambino; 

– Continua anche la violenta repressione delle manifestazioni in Cisgiordania: 4 civili sono rimasti feriti e 4 attivisti per i diritti umani sono stati arrestati dai militari israeliani; 

– Incursioni: 46 operazioni militari sono state condotte nella settimana di riferimento del presente rapporto dai soldati di Israele presso comunità palestinesi in Cisgiordania. Un'incursione è stata condotta nella Striscia di Gaza. 27 civili palestinesi – tra cui 8 bambini – sono stati arrestati. Un'intera famiglia è stata aggredita nel villaggio di al-Khader (Betlemme); 

– Continua l'imposizione dell'assedio su Gaza, che resta isolata dal resto del mondo. 

Riepilogo

Ricorso alle armi (ferimenti e uccisioni). Sei civili palestinesi – tra cui 2 bambini – sono stati feriti in entrambe le aree palestinesi (Cisgiordania e Striscia di Gaza). Undici civili palestinesi sono stati lievemente feriti nell'attacco aereo contro alcuni edifici a Gaza City. Quattro lavoratori palestinesi – incluso un bambino – sono stati feriti dai soldati di stanza al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. I militari israeliani hanno mirato ai lavoratori impegnati nella raccolta di materiale edilizio di scarto. 

– 9 febbraio 2011: una fabbrica è stata distrutta a Gaza da un attacco dell'aviazione israeliana. Nella stessa offensiva è stato bombardato il deposito del ministero della Salute, dove erano immagazzinate le scorte di medicali. Qui, anche una scuola e un altro magazzino situati nei paraggi sono stati danneggiati. Undici civili palestinesi – tra cui 4 bambini – sono rimasti lievemente feriti dai danni collaterali all'esplosione (incendio, esplosione degli infissi). L'aviazione israeliana ha poi lanciato missili contro una postazione della resistenza palestinese (brigate “al-Quds”, braccio armato del Jihad islamico) a Khan Younes (Striscia di Gaza sud). Qui, due palestinesi sono rimasti feriti e hanno riportato ustioni non gravi; 

– 9 febbraio 2011: villaggio di 'Ourif (Nablus): un bambino palestinese è stato ferito dai soldati che minacciavano con le armi un gruppo di bambini intento a lanciare loro pietre; 

– Anche nei confronti dei manifestanti in Cisgiordania, i soldati hanno ricorso alla violenza, infatti, anche questa settimana, le manifestazioni non violente contro Muro d'Apartheid e colonie si sono concluse con ferimenti e arresti. Un fotografo del Comitato pubblico contro Muro e colonie è stato ferito e decine di manifestanti sono rimasti intossicati. Quattro attivisti per i diritti umani sono stati arrestati; 

Incursioni. Ne sono state registrate almeno 46 in Cisgiordania, con l'arresto di 27 civili, tra cui 8 bambini. 

Cisgiordania. Al-Khader, villaggio palestinese a sud di Betlemme. Due negozi della famiglia di Jameel Salem Balboul, di cui fanno parte 5 nuclei familiari, sono stati assaltati e perquisiti dai soldati. Anche un bambino di 7 anni è stato aggredito e, portato in ospedale, ha ancora difficoltà a parlare a causa del trauma subito. Sono stati riportati danni agli edifici assaltati. Nell'operazione sono stati arrestati due figli del proprietario e si denuncia il furto dei soldati israeliani di 2 kg di oro e 29 mila dollari in denaro; 

Striscia di Gaza: un'incursione al centro del territorio palestinese ha visto la devastazione di vaste aree agricole ad opera dei bulldozer israeliani. 

Restrizioni di movimento. Sono numerose, intense e frequenti quelle imposte nel periodo di riferimento del rapporto in Cisgiordania e ad al-Quds ash-Shariqiyah (Gerusalemme est). 

Striscia di Gaza: la chiusura dei valichi continua da oltre tre anni. L'illegale assedio israeliano vige sin dal giugno 2007. Il suo impatto umanitario è disastroso come anche le conseguenze sull'economia locale. Esso produce crisi umanitaria, violazione di diritti umani e umiliazione alla dignità umana della popolazione di Gaza. Restano vaghe le annunciate misure di allentamento del blocco, possono dirsi “di facciata” e devianti le reali motivazioni dell'assedio. Vige il divieto di movimento in entrambe le direzioni ed è assoluto quello sulle esportazioni.

Il Pchr sostiene che si tratti un tentativo israeliano di reimpostare l'assedio il quale continua ad essere tollerato e istituzionalizzato dalla comunità internazionale. “Non si può più permettere che i palestinesi vivano nell'insufficienza alimentare o restino economicamente dipendenti e incapaci di autonomia socio-culturale, economia, accademica e isolati da resto del mondo”.

– L'estensione della lista di beni proibiti a Gaza è di per sé una violazione alla legge internazionale di cui Israele – in qualità di membro contraente convenzioni come quella sui Diritti civili e politici – ha l'obbligo di osservare, oltre ai doveri derivanti dal proprio status di “potenza occupante”;

– Le dichiarazioni israeliane sono mendaci e servono ad eludere le la comunità internazionale. Queste quantità di beni non potranno soddisfare i bisogni della popolazione di Gaza;

– Vige ancora il totale divieto all'ingresso a Gaza di materiali da costruzione ed è totale quello sulle esportazioni;

– Il valico di Beit Hanoun (Eretz) resta chiuso per decisione israeliana. I civili che devono spostarsi per ragioni personali o i malati che devono sottoporsi a trattamenti medici sono ostaggi e vittime di questa decisione;

– Altre restrizioni sono state rivolte da Israele a diplomatici internazionali, giornalisti e operatori umanitari. Inoltre, diverse organizzazioni umanitarie che non hanno potuto avvedere a Gaza;

– Deterioramento dello standard di vita dei palestinesi: livelli di povertà e disoccupazione sono in grave aumento. 

– Cisgiordania: anche qui vigono restrizioni e divieti di movimento nei confronti dei palestinesi della Cisgiordania e a Gerusalemme est. La Città santa resta proibita a migliaia di palestinesi di entrambe le aree territoriali (Cisgiordania e Striscia di Gaza).

– I posti di blocco intorno a Gerusalemme e varie misure di restrizione accesso sono frequenti insieme ai divieti imposti ai fedeli di raggiungere la moschea di al-Aqsa;

– Attualmente, si contano circa 585 checkpoint in Cisgiordania tra quegli permanenti e quegli temporanei;

– Muro d'Apartheid: una volta completato con i suoi 724 Km isolerà l'intera popolazione della Cisgiordania. 350 km sono stati già completati. Circa il 99% del Muro è stato costruito in pieno territorio palestinese, confiscando terra;

– Viabilità: almeno il 65% delle principali strade che collegano 18 comunità palestinesi in Cisgiordania sono state chiuse o sono sotto il pieno e permanente controllo dell'esercito israeliano;

– 500 km è la lunghezza cumulativa delle strade ad accesso ridotto (1/3 della Cisgiordania), compresa Gerusalemme est occupata. Queste restano vietate ai palestinesi e i permessi per percorrerle sono estremamente difficili da ottenere, a decidere è sempre l'esercito israeliano;

– A Gerusalemme, queste politiche di violenza riguardano i civili palestinesi, costantemente fermati per strada, sottoposti a perquisizioni e umiliazioni di ogni tipo.

Il rapporto in versione integrale

 

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