Scoperta una rete internazionale di frodi israelo – americane

Nasera – Infopal. Fonti d’informazione ebraiche hanno rivelato ieri mattina l'arresto di un folto gruppo di israeliani e statunitensi in diverse zone d’Israele, sullo sfondo di “una grande frode fiscale”.

La radio israeliana di lingua ebraica ha infatti riferito che la polizia ha fermato un certo numero di persone sospettate di essere coinvolte in un importante caso di attività fraudolente, senza menzionare il loro numero o la natura del loro lavoro. Le accuse rivolte agli arrestati riguarderebbero l'impiego sistematico di metodi ingannevoli per ottenere benefici fiscali di decine di milioni di dollari da parte delle autorità statunitensi, per poi trasferirli a società israeliane fantasma.

Si riferisce inoltre che le autorità americane hanno scoperto recentemente una vasta rete di corruzioni nello stato del New Jersey, che includerebbe rabbini ebrei e sindaci di città americane, il che ha portato all'arresto di almeno 44 individui sospettati di riciclaggio di denaro e di vendita di organi umani, secondo l'Ufficio del procuratore Usa.

In un comunicato stampa dell'Ufficio del procuratore generale del New Jersey, emanato giovedì scorso, si legge che l'inchiesta riguarderebbe “un grande complotto” su scala mondiale, e che il gruppo dei rabbini indagati avrebbe costituito una vera e propria banca di denaro riciclato, avvantaggiata dal fatto che le sinagoghe, gli istituti e le organizzazioni ebraiche “godono per la legge americana di esenzioni fiscali e della libertà di lavorare lontano dagli occhi della polizia federale (l’FBI)”.

E proprio gli uomini dell’FBI hanno invece confermato che ad essere coinvolto nella rete è anche il miliardario ebreo americano Bernard Lewis Maidov – condannato a 138 anni di prigione per essersi appropriato di 65 miliardi di dollari in una frode ai danni delle banche e dei propri clienti – , e con lui alcuni israeliani residenti in Israele.

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