Shaykh Salah: tra una settimana l’apertura del Tempio, secondo i piani dell’occupazione

Gerusalemme – Pic. Shaykh Ra'ed Salah, capo del Movimento islamico in Israele, ha avvisato venerdì che le prossime mosse d'Israele contro la moschea di al-Aqsa saranno più pericolose delle precedenti.

“Nonostante la gravità di ciò a cui stiamo assistendo nella moschea di al-Aqsa – ha dichiarato Salah – l'occupazione sionista sta preparando uno scenario ancora più drammatico.”

Il leader del Movimento islamico ha quindi spiegato che l'occupazione israeliana annuncerà a metà marzo l'apertura del Tempio, che richiederà la demolizione della moschea e l'edificazione della nuova struttura sulle sue macerie.

Per questo motivo, Salah ha chiesto all'Autorità palestinese di permettere alla popolazione in Cisgiordania di prestare il suo aiuto nella difesa di al-Aqsa.

Un comunicato stampa pubblicato venerdì dall'istituzione internazionale al-Quds ha commentato la questione, sostenendo che le irruzioni della polizia all'interno della moschea e i suoi scontri con i palestinesi confermano la determinazione a portare avanti la delibera del governo israeliano, che ha chiesto di dividere l'area tra musulmani ed ebrei entro il 2010.

“Le irruzioni successive e le procedure adottate – ha evidenziato l'associazione – sono la prova che la polizia israeliana sta adottando una politica cumulativa, allo scopo di controllare la moschea di al-Aqsa con tutti i suoi cortili.”

Il comunicato ricorda quindi che gli attacchi all'edificio sono stati lanciati in sequenza negli ultimi due anni, e in particolare lo scorso 28 febbraio, quando la polizia ha preso il pieno controllo degli spazi interni e permesso ai coloni di aggirarvisi e di dedicarsi liberamente ai loro rituali.

Nella stessa giornata di venerdì, il governo palestinese a Gaza ha ribadito la sua condanna nei confronti delle aggressioni israeliane contro i fedeli palestinesi a Gerusalemme e a Hebron, definendole “un massacro”, e ha chiesto alla comunità araba e musulmana di mobilitarsi per proteggere i propri luoghi sacri.

Il portavoce Taher an-Nunu ha sottolineato come il governo stia seguendo con apprensione l'escalation israeliana a Gerusalemme e in Cisgiordania, che ha comportato anche aggressioni e danni fisici nei confronti di molti palestinesi.

An-Nunu si è quindi appellato alla comunità internazionale e alle sue istituzioni attive – in particolare l'ONU e il suo Consiglio di sicurezza – perché frenino rapidamente Israele e pongano fine ai suoi assalti contro il popolo palestinese e i suoi monumenti religiosi.


 

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