Le violazioni israeliane nella Striscia di Gaza. Il rapporto di ‘al-Mizan’

Gaza – InfoPal. Il Centro palestinese per i diritti umani “al-Mizan” ha reso noti i dati sulle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza a gennaio 2011. 

Il rapporto mensile dal titolo “Dal campo” riporta quindi le violazioni israeliane alle leggi umanitarie internazionali contro la Striscia di Gaza. 

Da mare: si registrano attacchi e uccisioni deliberati contro civili, esecuzioni extragiudiziali, assalti ai pescatori, contro i quali Israele impone restrizioni, arresti e, puntualmente, ne sequestra le barche. 

Da terra: s'intendono le restrizioni d'accesso alla cosiddetta “buffer zone”, o zona cuscinetto, che va dai 300mt penetrando in territorio palestinese fino oltre a 1km. Qui, i militari israeliani applicano l'ordine militare n.1650 (sulla “prevenzione delle infiltrazioni”), in base al quale – quando non vengono freddati prima – si dispone l'arresto nei casi in cui i palestinesi violino il divieto. Estesa la zona, i palestinesi non possono più accedere ai propri campi agricoli o proprietà. 

Numeri. A gennaio 2011, 5 palestinesi sono stati uccisi, 8 feriti – tra cui un bambino. Otto le incursioni e 4 gli assalti ai danni dei pescatori. Otto i palestinesi della Striscia di Gaza arrestati. 

“Parallelamente a queste operazioni – si legge nel rapporto, – l'embargo israeliano su Gaza ha continuato a produrre effetti che si traducono in violazioni ai diritti umani e a quello umanitario internazionale”.  

Un'intera popolazione assediata subisce il divieto d'accesso agli ospedali e quotidiani attacchi colpiscono i lavoratori, ovvero i manovali palestinesi di Gaza i quali, nel tentativo di supplire alla mancanza di materiale da costruzione (vietato dall'assedio israeliano), lavorano alla raccolta di quello edilizio di scarto. 

Il centro “al-Mizan” imputa quindi all'assedio israeliano il deterioramento della situazione umanitaria di Gaza; povertà e disoccupazione hanno raggiunto livelli senza precedenti. 

Si richiama la comunità internazionale ad ammettere la relazione tra catastrofe umanitaria della Striscia di Gaza e assedio imposto illegalmente da Israele e perché intervenga per permettere il passaggio di beni (alimenti, medicinali e carburante) e di persone. Solo ieri, è morta la 379° vittima dell'assedio israeliano

In conclusione, il contenuto del rapporto potrebbe tradursi in un'unica espressione: “punizione collettiva”, ovvero grave violazione dei diritti umani, del diritto umanitario e un crimine contro l'umanità. 

“Al-Mizan” chiede infine che venga ripristinata la giustizia nella Striscia di Gaza e che, nel rispetto del principio di legalità, i responsabili israeliani di tali violazioni siano perseguiti legalmente.

(Foto: redazione InfoPal, gennaio 2009).

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